Ma fido e mi affido

In occasione del mese dell'affido il comune di Prato Servizio Sociale e Sanità in collaborazione con la società della salute pratese, Azienda Usl Toscana Centro, le famiglie affidatarie dell'Area Pratese e Sarah cooperativa sociale onlus ha organizzato una serata in cui è stato possibile confrontarsi e ascoltare testimonianze sul tema dell'accoglienza, il tutto assaggiando i sapori dall'Africa Sub-sahariana in un'atmosfera di musica e danze.
Il dibattito è iniziato con la testimonianza di Don Angelo Rancati, parroco presso la chiesa SS.ma Trinità a Viaccia, il quale ha sottolineato l'importanza del rapporto scuola- famiglia, a seguire Hafida Bouchida della nostra Associazione che ha introdotto il progetto dell'affido omoculturale.
"L'affido consensuale omoculturale" prevede l'inserimento dei minori non accompagnati in famiglie della stessa etnia che saranno preparate e formate. Il progetto si caratterizza per l'attivazione di percorsi misti, che mettono in relazione i servizi sociali dei comuni, le comunità educative e le famiglie affidatarie. In questo modo, è garantita al minore una rete sociale che lo condurrà alla gestione autonoma della propria vita, una volta raggiunta la maggiore età. Le famiglie che hanno sperimentato un percorso positivo di integrazione in Italia rappresentano una risorsa preziosa perché conoscono bene le aspettative e i vissuti di un migrante, ma allo stesso tempo anche la cultura italiana e possono quindi meglio di altri rappresentare un sostegno e una risorsa che facilita l'integrazione di un minore straniero e della sua famiglia. Per concludere Emilia Russo dell'associazione Ubi Minor ha raccontato le sue esperienze personali riguardo all'affido e all'essere mamma.

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