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Io viaggio da sola

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Marina Menegazzo 21 anni e María José Coni 22 anni.

Due ragazze argentine, studentesse universitarie, due amiche che decidono di caricarsi lo zaino in spalla e partire per un viaggio a fine gennaio 2016.

Il 22 febbraio 2016 arrivano alle spiagge in Montañita, Ecuador.

Incontrano due uomini ai quali raccontano di essere state derubate presso l’ostello nel quale avevano trovato rifugio.

Gli uomini si offrono di ospitarle e loro accettano. Arrivati in casa Maria Josè viene aggredita da uno dei due ma resiste all’aggressione.

Lui la uccide.

Marina, nella stanza accanto con il secondo uomo, subisce la stessa sorte.

Giorni dopo i loro corpi vengono ritrovati vicino alla spiaggia avvolti in dei sacchi neri, quelli grandi, quelli per la spazzatura, chiusi con del nastro adesivo. Gli uomini verranno arrestati il 29 febbraio.

 

Il fatto è stato portato all’attenzione mondiale grazie a Guadalupe Acosta, studentessa paraguaiana, che venuta a conoscenza della notizia ha postato sul suo profilo Facebook un discorso crudo e onesto chiedendo giustizia per Marina e Maria Josè e per tutte le donne vittime di feminicidio.

 

Ieri mi hanno uccisa.

Mi sono rifiutata di lasciarmi toccare e con un bastone mi hanno bucato il cranio.

Mi hanno dato una coltellata e lasciata morire dissanguata.

Mi hanno infilata, come spazzatura, in una busta di polietilene nero, chiusa con nastro adesivo e mi hanno buttata su una spiaggia, dove ore più tardi mi hanno trovato.

Ma peggio della morte, è stato l'umiliazione che è venuta dopo.

Dal momento che hanno trovato il mio corpo inerte, nessuno si è chiesto dove era il figlio di puttana che ha spezzato i miei sogni, le mie speranze, la mia vita.

No, anzi, hanno iniziato a farmi domande inutili. A me, ve lo immaginate? Una morta, che non può parlare, che non può difendersi.

 

Come eri vestita?

Perché eri sola?

Come può una donna viaggiare senza compagnia?

Ti sei messa in un quartiere pericoloso, cosa ti aspettavi?

 

Hanno dato contro ai miei genitori, per avermi lasciato spiegare le mie ali, per avermi lasciata essere indipendente, come qualsiasi essere umano.

Hanno detto che sicuramente eravamo drogate, che ce la siamo cercata, che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, che loro avrebbero dovuto sorvegliarci.

 

E solo da morta ho capito che per il mondo io non sono uguale a un uomo. Che morire è stata colpa mia, che lo sarà sempre.

Mentre se il capo di stato dichiarava che erano state uccise due giovani viaggiatrici la gente commentava manifestandole sue condoglianze e con falsi e ipocriti discorsi di doppia morale chiedevano una pena maggiore per gli assassini.

Ma essendo donna, si minimizza.  Diventa meno grave, perché certamente, gliel'ho chiesto io.

Facendo quello che volevo io ho trovato ciò che mi meritavo per non essere sottomessa, per non essere rimasta a casa mia, per aver investito i miei soldi nei miei sogni.

Per questo e molto di più, mi hanno condannato.

 

E mi addolora perché io non sono qui. Ma tu ci sei e SEI DONNA

E devi prendere per buono e sopportare il discorso del “fatti rispettare” che ti propinano ogni volta.

E' colpa tua se ti urlano che ti vogliono toccare / leccare / succhiare uno dei tuoi genitali in strada perché indossi degli shorts con 40 gradi sotto il sole, che se viaggi da sola sei una "pazza" e molto probabilmente se ti succede qualcosa, se calpestano i tuoi diritti è perché te la sei cercata.

 Ti chiedo per me e per tutte le donne che hanno messo a tacere, per averci zittite, per averci strappato la vita e i sogni, di alzare la voce. Andiamo a combattere, io sarò al tuo fianco, nello spirito, e ti prometto che un giorno diventeremo così tante, che non ci saranno borse sufficienti per tapparci a tutte.

 

Il post di Guadalupe si è trasformato nel giro di poche ore in una campagna internazionale.

L’hashtag #Viajosola, #viaggiosola , è diventato uno strumento per dar voce a tutte le donne che “sono state messe a tacere” e permettere alle donne di oggi e di domani di poter viaggiare nel mondo liberamente senza dover rischiare di essere uccise e condannate per aver inseguito liberamente i propri sogni.

 

 

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Venerdì 11 marzo ore 9.30

Casa delle culture di Arezzo – sala di letture e documentazione interculturale Malala Yousafzai, presso ex Caserma Cadorna

“Giornata di sensibilizzazione sul fenomeno delle mutilazioni genitali femminili”

Nosotras ONLUS con il contributo di Provincia di Arezzo, Commissione Regionale Pari Opportunità, Pronto Donna -Centro antiviolenza Arezzo e la partecipazione di Usl8, Prefettura di Arezzo, Arci/Sprar, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Ipparchia, Oxfam Italia, Rappresentanti di comunità, Associazioni islamiche di Arezzo, Fondazione il cuore si scioglie Onlus.

Nosotras in collaborazione con Eataly Firenze

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Cannella, datteri, sesamo, uva passa, arachidi, zucchero a velo, miele…

Sono solo alcuni degli ingredienti che rendono speciali i DOLCI NOSOTRAS.

Se vengono poi accompagnati con una tazza di tè speziato e piccante dalla Somalia o un delicato e fresco tè alla menta del Marocco, sapranno conquistare le vostre papille gustative.

Provare per credere!

Vi aspettiamo sabato 27 e domenica 28 febbraio, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, presso Eataly Firenze in via De Martelli, 22/R a Firenze.

 

L’ISLAM RACCONTATO DALLE DONNE

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Per la sua 8° edizione La “libera università” di Scandicci offre 27 corsi.  Conferma i corsi che nelle scorse edizioni hanno riscontrato un buon successo  (scrittura creativa – internet – un libro un film – letteratura contemporanea – visite guidate alla scoperta del territorio – storia dell’arte – fotografia – pittura e musica)

Ma quest’anno vengono presentate delle novità dedicate alla cultura del cibo – alla scoperta del territorio ed un percorso dedicato a “Firenze capitale” – un tuffo nell’800  con la gita in carrozza.

Ci sono anche dei nuovo laboratori di pittura – lettura ad alta voce – costruzione di libri fatti a mano. 

La grande novità di quest’anno è un percorso di  dialogo interreligioso con il corso “ leggere la bibbia in biblioteca” e “l’Islam raccontato dalle donne”.

Nosotras Onlus, con il coordinamento di Hafida Bouchida,  si occupa corso “l’islam raccontato dalle donne”  ed intende affrontare diverse tematiche che permetteranno di conoscere la civiltà e la cultura islamica così vicina e così sconosciuta.

Programma degli incontri

  1. Conoscere l’Islam la storia, i principi del Corano, il profeta Maometto, l’Islam nel mondo.
  2. Sessualità e Islam.
  3. La condizione femminile oggi, il ruolo della donna nella società, la genitorialità.
  4. Le Mille e una Notte: musica e amore nella civiltà islamica.
  5. Rapporto tra Islam e Cristianesimo

Il corso si svolge ogni mercoledì dal 17 febbraio al 16 marzo  dalle 17.00 alle 19.00 presso la Fabbrica dei Saperi, piazza Matteotti, 31 Scandicci

Il corso ha un costo di € 50.00 – sconto 20% con Educard e I-Card

 

Per maggiori info visitare il sito

http://www.scandiccicultura.eu/istituzione/comunicati/656-libera-universita-di-scandicci.htm

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