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(2009). Le donne che migrano, richiamate dal capofamiglia, rappresentano un fattore di stabilizzazione della migrazione, ma va tenuto in conto che spesso sono i mariti a deciderne tempi e modalità. L’arrivo in Italia rappresenta per la donna già un cambiamento di abitudini. Ma sono soprattutto le difficoltà economiche, legate anche all’ampliamento della famiglia, che cominciano a diventare pesanti, rendendo difficile la vita quotidiana. Inizia così una continua pressione nei confronti dei servizi sociali territoriali, con l’intento di ottenere risposta alle emergenze, entrando nella spirale della sussidiarietà. Le donne immigrate, spesso, non hanno la percezione e la consapevolezza che non è questa l’unica strada che porta alla soluzione dei loro problemi. Le donne di Nosotras, che hanno sperimentato in prima persona questo difficile percorso, hanno ridefinito una modalità di accompagnamento che può integrare le risposte dei servizi pubblici, convinte che integrazione significa anche sostegno al percorso di autonomia.
Questo Quaderno testimonia il lavoro delle operatrici di Nosotras e lo restituisce per una condivisione più ampia, sottolineando l’importanza del lavoro in rete.

Il Governo Italiano è uno dei paesi impegnato in prima linea per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), infatti, il 9 gennaio 2006 ha emanato una legge in merito alle “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile“. Tale legge è stata emanata su ispirazione della Costituzione Italiana e per recepire le prescrizioni della Conferenza Mondiale dell’ONU sulla donna del 15 settembre 1995 a Pechino in merito alle violazioni dei diritti fondamentali all’integrità e alla salute delle donne e delle bambine. Il Governo Italiano non si è limitato solo alla promulgazione della legge, ma ha anche istituito nel 2009 la Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. Oltre a promuovere campagne contro le MGF e stilare documenti in merito.

(2009). Il lavoro dell’ insegnante consiste nell’ introdurre un tema di ampio respiro quale è quello dei diritti umani verso il quale certamente gli immigrati si sentiranno tutti coinvolti, avvalendosi della prima unità del materiale didattico, per poi trasferire la discussione dal generale al particolare cercando di arrivare a informare infine i soggetti sulle mutilazioni genitali femminili e a stimolare una discussione attorno ai motivi che portano al perpetuarsi di questa tradizione negativa anche in terra straniera. Ogni unità ha un obbiettivo comunicativo da raggiungere attraverso lo svolgimento di una attività singola e di gruppo guidata dall’insegnante e orientata da una o più schede in ciascuna fase della lezione . Attraverso questa attività l’insegnante dovrebbe accompagnare gli allievi adulti immigrati verso un momento finale, quando ciascun componente del gruppo dovrà essere in grado di discutere sull’importanza dei diritti umani e in particolare anche di quelli delle donne, riuscendo a pronunciarsi caso per caso sulla eventualità di divieto di una tradizione consolidata di una componente della comunità multiculturale usando il metro dei diritti umani condivisi da tutte le componenti . Lo scopo del manuale didattico è fondamentalmente quello di portare i soggetti , che hanno approfondito il tema delle MGF, a sostenere un confronto reciproco sulla bontà o meno delle loro tradizioni e sull‘ opportunità dei diversi ruoli che in ogni società sono assegnati alle donne oltre che naturalmente a prendere consapevolezza dei propri diritti nella società di arrivo; tuttavia il manuale didattico tramite l’ attività delle singole unità apprende all’immigrata/o l’importanza da un lato della capacità di auto – critica verso alcune sue tradizioni condannabili, e d’altra parte della possibilità di muovere delle critiche alle tradizioni negative osservate da altre componenti culturali presenti al corso attraverso il metro di giudizio appreso nelle unità iniziali relative ai diritti umani validi universalmente compresi quelli delle donne.

(2007) – a cura di Diye Ndiaye e Cristina Trugli (Associazione Nosotras) con Regione Toscana, Commissione Regionale per le Pari Opportunità Donna-Uomo della Toscana e Arci Nuova Associazione.
Il Protocollo di Maputo è un documento relativo ai diritti delle donne africane ed è stato sottoscritto l’11 luglio 2003 in occasione del secondo vertice dell’Unione Africana, svoltosi nella capitale del Mozambico. È un atto che chiede con forza ai rappresentanti dei governi africani l’impegno a farsi carico dell’eliminazione di tutte le forme di discriminazione e violenza verso le donne, e l’avvio di una politica di parità fra i sessi in tema di diritti e di doveri. Con questa pubblicazione l’associazione Nosotras intende presentare questo documento così importante e rinnova il suo auspicio affinché gli stati africani che non lo hanno ancora fatto, completino i processi di ratifica di tale documento e affinché la concreta applicazione dei principi in esso contenuti vengano sostenuti e incoraggiati dalla comunità internazionale.

(2008) a cura di Ovidio Guaita, Progetto e realizzazione editoriale Vanni Vannucci, Progetto e realizzazione grafica Clara Vannucci. In collaborazione con Nosotras – Associazione Scientifica per l’aggiornamento del medico (ASPAM) – Songlines viaggi – e20 – Center Chrome – Banca Toscana – “Lo sguardo paesaggio dell’anima. Lo sguardo come dono. Lo sguardo che ti scruta. Impenetrabile come una foresta di mangrovie. Bello come una pietra preziosa. A volte duro come un diamante. I volti del viaggio sono questo e tanto altro. Sono i visi di chi incontriamo su questo percorso. Di viaggio e di vita. Sono gli altri. Quelli che spesso non vediamo e tante volte ignoriamo. Sono sguardi dolci, duri, tesi, carichi di curiosità o di indifferenza o ancora di diffidenza per chi viene da lontano.” È un percorso geografico ed interiore tra i visi che incontriamo ogni giorno, che guardiamo e giudichiamo e che a loro volta ci guardano e ci giudicano. È una sintesi, attraverso immagini, del mondo contemporaneo multietnico con il quale ci incontriamo/scontriamo ogni giorno. È un invito al confronto e alla riflessione per una maggiore conoscenza di noi e dell’ “altro”

(2006) curato da  Paola Carlucci e Caterina Misiani in collaborazione con Associazione Nosotras, Associazione Testarda – pubblicato in seguito al progetto Mutilazioni genitali femminili cultura, diritti, politica del corpo realizzato dal Comune di Firenze, CRED Ausilioteca e progetto Donna

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