Nosotras

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Festa di fine anno scolastico

 

Tifawin è il nome della scuola di madre lingua araba promossa dall'associazione Nosotras Onlus nei comuni di Scandicci e Firenze. Anche quest'anno saranno una quarantina i bambini e i ragazzi che riceveranno un attestato di partecipazione e animeranno la giornata di festa a conclusione dell'anno scolastico.

Parlare la lingua di origine dei genitori è un elemento importante per aiutare le seconde generazioni a costruirsi una relazione affettiva forte, e consolidata, oltre che un validissimo ulteriore strumento di conoscenza che può essere di aiuto per affrontare le sfide di una vita sempre più multiculturale.

Il 28 maggio, presso la sede di Nosotras in via Faenza 103, dalle 15 alle 17, l'incontro di fine anno con le famiglie e gli studenti per la consegna degli attestati ma anche per ascoltare i bambini e i ragazzi recitare poesie, leggere testi in arabo e ballare sulle note della musica egiziana grazie alla partecipazione degli amici dell'associazione El Haiat.

Insieme anche i partecipanti degli incontri di accompagnamento alla lingua italiana, organizzati dall'associazione due volte a settimana presso la nostra sede, per principianti e per analfabeti nella lingua di origine: donne e uomini arrivati da poco nel nostro paese provenienti da Mali, Senegal, Marocco, Albania, Bulgaria, Ucraina, India.

 

Vi aspettiamo!

No stereotype day

Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione
o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a
odiare, possono anche imparare ad amare, perché l'amore, per il cuore umano, è più naturale
dell'odio”  Nelson Mandela

A tutela della multiculturalità, della diversità e della varietà del genere umano, l' Associazione Iparticipate propone un flash mob contro gli stereotipi. Anche l'associazione Nosotras aderisce all'iniziativa di domani pomeriggio, 21 maggio, ore 18, in Piazza della Repubblica a Firenze.
Insieme per dire No agli stereotipi, SI' alla multiculturalità, diversità varietà del genere umano.

Altre informazioni da questa pagina FB

Niente per niente a Rifredi

Uno spettacolo per riflettere sul fenomeno dell'usura. A proporlo la Fondazione Adventum e l’Ambulatorio Antiusura, grazie ai fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa avventista, per sensibilizzare l’opinione pubblica tramite una pièce teatrale. Il fenomeno dell’usura e del sovraindebitamento è in forte crescita in tutto il Paese ed è causato principalmente dalla crisi economica e dalla mancanza di una cultura sull’uso responsabile del denaro.
L'appuntamento è per lunedì 16 maggio, alle ore 20.45, presso il Teatro Rifredi, via Vittorio Emanuele II n. 303.
L’ingresso è libero. Si può entrare fino a esaurimento posti previa prenotazione attraverso il link diretto
http://solosepuoi.ottopermilleavventisti.it/event/niente-per-niente-a-firenze/

Niente per niente” è un’opera teatrale di Francesco Randazzo, con la regia di Giusi Cataldo, da un’idea di Claudio Ciatti. Il cast è formato da Giusi Cataldo che interpreta l’imprenditrice in gravi difficoltà economiche a cui viene negato l’accesso al credito; Alessio Di Clemente veste i panni di un pugile che, inizialmente vittima d’usura, diventa un aguzzino per conto degli usurai; Francesco Meoni interpreta l’usuraio senza scrupoli, molto abile ad irretire le persone delle quali intende approfittare ; Rossana Veracierta veste i panni dell’impiegata insoddisfatta che sperpera tutto il suo stipendio in spese folli, non riuscendo ad arrivare a fine mese. 
Nosotras onlus vi invita caldamente a partecipare

Donne Nosotras si racconta

Anno nuovo vita nuova. Nosotras quest'anno è diventata maggiorenne ed ecco che per noi, riuscire a fare assieme alle nuove leve un percorso assieme è veramente molto importante. Il quadro di contesto, da quando è nata l'associazione nel 1998 ad oggi, è completamente cambiato. Abbiamo fatto molta strada ma i valori fondanti del nostro operato rimangono gli stessi, quelli scritti nella nostra mission. Per questo abbiamo organizzato tre incontri, a maggio, dedicati ai nostri volontari per aiutarli a partecipare alla vita associativa secondo le proprie competenze, capacità e inclinazioni. Iniziamo domani, spiegando quelle che sono le varie culture che compongono il mosaico di Nosotras, per passare poi a far capire i vari fronti su cui è impegnata l'associazione oggi e come sia cambiata l'immigrazione femminile negli ultimi dieci anni.

Un anello per noi donne

Un anello a sostegno della Campagna ExEx (Ex Excisseuses, ex mutilatrici) per dire stop alla "violenza alle donne", "stop alle MGF". Un iniziativa che ha preso vita alcuni mesi fa, grazie all'incontro con il mondo della moda. Grazie al marchio Es'Givien, Mauro Mancioppi e Venti5 sarà possibile contribuire alla campagna di contrasto del fenomeno delle MGF portata avanti da Nosotras Onlus. Una campagna che ha l'obiettivo di rendere le donne consapevoli e protagoniste della propria vita. Oltre 200 donne, tra Niger e Guinea, hanno abbandonato i coltelli da mutilatrici per iniziare una nuova vita. La Campagna ExEx mira a raccogliere fondi per il sostegno a distanza dei loro progetti di nuovo reddito. Perchè cambiare si può, con coraggio, con sensibilizzazione, formazione, sostegno.
Castitatis Cingulum è un anello ma anche un messaggio d'amore.
Luisa via Roma ha sostenuto il primo importante step nella promozione di Castitatis Cingulum, il 4 maggio sarà Moijejoue a raccogliere il testimone.
L’obiettivo dell'anello è far sapere che chi sceglie di indossarlo sta contribuendo a una doppia causa: valorizzare il made in Italy e sostenere progetti di Nosotras onlus contro ogni forma di violenza.
Quindi GRAZIE a tutti i protagonisti di questa storia e a tutti coloro che anche il 4 maggio saranno con noi a festeggiare, dalle 18 alle 21, in via Gioberti 70r.
Insieme possiamo dire NO alle MGF.

Lo scorso 3 febbraio presso il Senato della Repubblica in occasione della “Giornata mondiale contro le MGF” Nosotras Onlus ha presentato la campagna di sensibilizzazione  collegata al progetto “Stop violenza sulle donne/Stop MGF/Castitatis Cingulum per ExEx”.

Il lavoro è proseguito ed ha visto il  prezioso sostegno di Luisa via Roma, nello start up in esclusiva, e il supporto del Comune di Firenze, con l’Assessore al Welfare Sara Funaro.

La campagna di sensibilizzazione e l’impegno di Nosotras Onlus non si ferma ma prosegue su tutto il territorio nazionale partendo proprio da Firenze, città natale dell’associazione.

Il primo appuntamento da segnare in agenda è per Mercoledì 4 Maggio dalle 18.00 alle 21.00 presso Moijejoue, di Costanza Fontani, in via Gioberti 70/r.

Costanza Fontani, da sempre attenta alle nuove tendenze nel design e nella moda, viaggia spesso e utilizza i suoi viaggi per curiosare fra negozi, boutique, gallerie d’arte di mezzo mondo.

La sua passione non si arresta e dopo l’incontro con Nosotras Onlus decide di abbracciare ed accogliere, nel suo spazio tutto al femminile,  un progetto che ”va oltre”  e  che diffonde  una causa "bella e buona".

Nosotras Onlus e Costanza Felloni presenteranno “Castitatis Cingulum” il primo progetto/oggetto che connette Made in Italy e sociale e unisce le “donne da tutto il mondo” offrendo,  ad ognuna di loro, una possibilità di riscatto per portare un contributo concreto a sostegno di tematiche importanti come la violenza, le Mutilazioni genitali femminili, contrasto ad ogni forma di discriminazione favorendo lo sviluppo, la formazione e il sostegno individuale, familiare e sociale.

Castitatis Cingulum - dal latino Cintura di Castità - nasce per veicolare, attraverso un oggetto, apparentemente frivolo come un anello, un messaggio intrinseco contro ogni forma di violenza.

Castitatis Cingulum, icona simbolica nell’immaginario collettivo di violenza e sottomissione della donna, viene ora ripreso e stravolto nell’uso e nel significato, diventando un anello, per uomo e per donna, che “è solo per amore” (come si intravede attraverso la fessura/cintura di castità intagliata nell’anello).

 

Durante l’evento sarà offerto un aperitivo a tema: Profumi e sapori dell’Africa, del Medio Oriente che si ‘incontrano’ con i sapori mediterranei.

Costanza Felloni e Nosotras Onlus saranno liete di accogliervi e condividere questa serata con tutti colore che vorranno unirsi a loro.

MARZO 2016 - Secondo le stime le bambine di età compresa tra i 5 e i 9 anni che vengono sottoposte alla pratica di MGF sono il 95% e, tra la popolazione, non se ne parla ancora apertamente.

La Mutilazione Genitale Femminile è contro la Costituzione somala ma il Parlamento non ha ancora approvato una legge che vieti la pratica.

Il primo ministro somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke (nella foto assieme all’attivista Ifrah Ahemd) ha deciso di prendere una posizione ferma contro il fenomeno firmando la petizione on line che mette al bando l'infibulazione. La petizione è nata dall'impegno dell'attivista Ifrah Ahmed con il gruppo Avaaz.

Ifrah Ahmed, anche lei vittima di mutilazioni, ha deciso di schierarsi al fianco di tutte le donne che hanno subito la pratica di mgf e ha lavorato fianco a fianco con il Ministro delle politiche femminile somalo Sahra Samatar per redigere una proposta di legge

Dopo la firma del primo ministro Ifrah Ahemd ha dichiarato in una intervista alla Bbc: ''La firma del premier è significativa, un passo importante per combattere un problema di cui in Somalia poco se ne parla''.

Ifrah ha aggiunto: ''Sarà necessaria una campagna di informazione, così come la volontà di applicare la legislazione. In Somalia le mutilazioni sono molto diffuse perché la gente crede che siano un obbligo religioso. Ciò quindi fa si che le poche ragazze che non sono state vittime della pratica vengano insultate ed emarginate dalla società''.

Se anche voi volete firmare la petizione e permettere ad Ifrah di vincere la sua battaglia cliccate qui

                                                                     https://secure.avaaz.org/it/fgm_somalia_ban_loc/?slideshow

 

Io viaggio da sola

Marina Menegazzo 21 anni e María José Coni 22 anni.

Due ragazze argentine, studentesse universitarie, due amiche che decidono di caricarsi lo zaino in spalla e partire per un viaggio a fine gennaio 2016.

Il 22 febbraio 2016 arrivano alle spiagge in Montañita, Ecuador.

Incontrano due uomini ai quali raccontano di essere state derubate presso l’ostello nel quale avevano trovato rifugio.

Gli uomini si offrono di ospitarle e loro accettano. Arrivati in casa Maria Josè viene aggredita da uno dei due ma resiste all’aggressione.

Lui la uccide.

Marina, nella stanza accanto con il secondo uomo, subisce la stessa sorte.

Giorni dopo i loro corpi vengono ritrovati vicino alla spiaggia avvolti in dei sacchi neri, quelli grandi, quelli per la spazzatura, chiusi con del nastro adesivo. Gli uomini verranno arrestati il 29 febbraio.

 

Il fatto è stato portato all’attenzione mondiale grazie a Guadalupe Acosta, studentessa paraguaiana, che venuta a conoscenza della notizia ha postato sul suo profilo Facebook un discorso crudo e onesto chiedendo giustizia per Marina e Maria Josè e per tutte le donne vittime di feminicidio.

 

Ieri mi hanno uccisa.

Mi sono rifiutata di lasciarmi toccare e con un bastone mi hanno bucato il cranio.

Mi hanno dato una coltellata e lasciata morire dissanguata.

Mi hanno infilata, come spazzatura, in una busta di polietilene nero, chiusa con nastro adesivo e mi hanno buttata su una spiaggia, dove ore più tardi mi hanno trovato.

Ma peggio della morte, è stato l'umiliazione che è venuta dopo.

Dal momento che hanno trovato il mio corpo inerte, nessuno si è chiesto dove era il figlio di puttana che ha spezzato i miei sogni, le mie speranze, la mia vita.

No, anzi, hanno iniziato a farmi domande inutili. A me, ve lo immaginate? Una morta, che non può parlare, che non può difendersi.

 

Come eri vestita?

Perché eri sola?

Come può una donna viaggiare senza compagnia?

Ti sei messa in un quartiere pericoloso, cosa ti aspettavi?

 

Hanno dato contro ai miei genitori, per avermi lasciato spiegare le mie ali, per avermi lasciata essere indipendente, come qualsiasi essere umano.

Hanno detto che sicuramente eravamo drogate, che ce la siamo cercata, che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, che loro avrebbero dovuto sorvegliarci.

 

E solo da morta ho capito che per il mondo io non sono uguale a un uomo. Che morire è stata colpa mia, che lo sarà sempre.

Mentre se il capo di stato dichiarava che erano state uccise due giovani viaggiatrici la gente commentava manifestandole sue condoglianze e con falsi e ipocriti discorsi di doppia morale chiedevano una pena maggiore per gli assassini.

Ma essendo donna, si minimizza.  Diventa meno grave, perché certamente, gliel'ho chiesto io.

Facendo quello che volevo io ho trovato ciò che mi meritavo per non essere sottomessa, per non essere rimasta a casa mia, per aver investito i miei soldi nei miei sogni.

Per questo e molto di più, mi hanno condannato.

 

E mi addolora perché io non sono qui. Ma tu ci sei e SEI DONNA

E devi prendere per buono e sopportare il discorso del “fatti rispettare” che ti propinano ogni volta.

E' colpa tua se ti urlano che ti vogliono toccare / leccare / succhiare uno dei tuoi genitali in strada perché indossi degli shorts con 40 gradi sotto il sole, che se viaggi da sola sei una "pazza" e molto probabilmente se ti succede qualcosa, se calpestano i tuoi diritti è perché te la sei cercata.

 Ti chiedo per me e per tutte le donne che hanno messo a tacere, per averci zittite, per averci strappato la vita e i sogni, di alzare la voce. Andiamo a combattere, io sarò al tuo fianco, nello spirito, e ti prometto che un giorno diventeremo così tante, che non ci saranno borse sufficienti per tapparci a tutte.

 

Il post di Guadalupe si è trasformato nel giro di poche ore in una campagna internazionale.

L’hashtag #Viajosola, #viaggiosola , è diventato uno strumento per dar voce a tutte le donne che “sono state messe a tacere” e permettere alle donne di oggi e di domani di poter viaggiare nel mondo liberamente senza dover rischiare di essere uccise e condannate per aver inseguito liberamente i propri sogni.

 

 

Venerdì 11 marzo ore 9.30

Casa delle culture di Arezzo – sala di letture e documentazione interculturale Malala Yousafzai, presso ex Caserma Cadorna

“Giornata di sensibilizzazione sul fenomeno delle mutilazioni genitali femminili”

Nosotras ONLUS con il contributo di Provincia di Arezzo, Commissione Regionale Pari Opportunità, Pronto Donna -Centro antiviolenza Arezzo e la partecipazione di Usl8, Prefettura di Arezzo, Arci/Sprar, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Ipparchia, Oxfam Italia, Rappresentanti di comunità, Associazioni islamiche di Arezzo, Fondazione il cuore si scioglie Onlus.

Cannella, datteri, sesamo, uva passa, arachidi, zucchero a velo, miele…

Sono solo alcuni degli ingredienti che rendono speciali i DOLCI NOSOTRAS.

Se vengono poi accompagnati con una tazza di tè speziato e piccante dalla Somalia o un delicato e fresco tè alla menta del Marocco, sapranno conquistare le vostre papille gustative.

Provare per credere!

Vi aspettiamo sabato 27 e domenica 28 febbraio, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, presso Eataly Firenze in via De Martelli, 22/R a Firenze.

 

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